Saviano: “Non voglio essere un eroe perché gli eroi sono morti”. I 10 anni di Gomorra

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2006 – 2016. Dieci anni fa usciva nelle librerie di tutta Italia un taccuino di storie vere e sconvolgenti. Articoli di giornale arrangiati in un puzzle, la cui immagine finale mostrava la ricostruzione delle incredibili vicende della camorra, nella Terra dei fuochi. Quel taccuino si chiamò Gomorra e fu l’opera d’esordio di Roberto Saviano.

Ancora prima di diventare un best seller Mondadori, fu un capolavoro di scrittura che cambiò la percezione delle organizzazioni criminali. «Se tornassi indietro forse non lo rifarei» dice Saviano al Salone internazionale del libro di Torino «O meglio, non lo rifarei nello stesso modo».

«Se tornassi indietro forse non lo rifarei. O meglio, non lo rifarei nello stesso modo»

L’inconsapevole incoscienza dei suoi 26 anni e la sete di fare del giornalismo – quello vero – la sua prima ragione di vita lo spinsero a parlare, a raccontare una realtà da sempre nascosta dietro un’ombra scura di paura. Ma Gomorra diventava la prova della vitalità dei libri e il pubblico ne proteggeva i fatti in un modo unico: semplicemente, leggendoli.

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Non ho intenzione di morire

Non voglio essere un eroe

Intanto il libro non apparteneva più al suo autore, ma a chi decideva di difenderlo. Chi godeva delle notizie più segrete della camorra incoraggiava l’eco di un successo mondiale. La parola dominatrice si diffondeva attraverso le sensazioni di uno scrittore definito eroe – «Ogni volta che sentivo la parola eroe su di me tremavo» continua lo scrittore, alla fiera torinese «Perché gli eroi sono morti. Io non ho intenzione di morire» – raccontando un meccanismo vero, realePer questo Saviano ha sempre saputo rispondere alle accuse di spettacolarizzazione del suo libro: scrivere è arte, non spettacolo e quando in Italia la parola affronta il potere della realtà si prova a fermarla.

Dietro le quinte

La celebre serie televisiva House of cards si è diffusa in tutto il mondo sconvolgendo l’opinione pubblica “del dietro le quinte” presidenziali statunitensi. È arrivata in Cina così velocemente da destare un gran chiacchiericcio. Tutti gli spettatori e la stampa si chiedevano quanto di vero ci fosse nelle puntate del telefilm al punto che anche il parlamento americano si è trovato ad affrontare la questione. Eppure la trasmissione non è stata interrotta, e, anzi, nessuno ha mai pensato di farlo.

Correre il rischio

In una Italia ancora troppo tradizionalista, Gomorra ha rischiato: «Ma non è censurando che fermiamo la complessità» dice Saviano.

Leggere, più di scrivere, mette paura.

I dieci anni di Gomorra vengono celebrati con una nuova interfaccia: la ristampa 2016 di Mondadori inaugura il primo oscar nuovo, per esaltare il simbolo della casa editrice degli ultimi dieci anni.

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