Il sequestro di volumi “inappropriati” all’Esibizione internazionale del libro di Teheran

Tehran International Book Fair

Che i libri possano essere pericolosi lo sanno tutti, altrimenti nessuno si sarebbe preso la briga di farne scomparire tanti. Basti pensare all’Indice dei libri proibiti della Chiesa Cattolica nel 1558, ai roghi di libri di autori ebrei in Germania tra il 1930 e il 1945 o al rapimento nel 2015 di 5 editori/librai a Hong Kong. Una pratica insomma terribilmente diffusa. Anche in Iran, in questi giorni, hanno confiscato una serie di volumi, sia occidentali che in lingua araba, perché non ritenuti “compatibili con le norme della Fiera e della Repubblica islamica”.

Questo è successo all’Esibizione internazionale del Libro, in corso a Teheran, dal 4 al 14 maggio. “Nella sezione dei libri occidentali, vi erano volumi con foto o disegni inappropriati“, ha spiegato all’agenzia Irna Ali Fereidouni, rappresentante del consiglio di supervisione della repubblica islamica. Alcuni libri in arabo inneggiavano invece “all’estremismo e alla divisioni tribali e religiose e chiamavano in maniera sbagliata il Golfo Persico“, che nei Paesi arabi viene chiamato Golfo arabico ed è motivo di eterna polemica tra Teheran e gli stati confinanti.

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