L’evoluzione della letteratura fantascientifica

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Oggi, il luogo dove tutto fa notizia è Internet: la rete delle reti, il villaggio globale ipotizzato già agli inizi del Novecento da McLuhan, dove ogni evento si ripercuote su un numero vastissimo di persone. Questo grande cambiamento tecnologico si è evoluto tanto da trasformare tutte le arti, letteratura compresa.

L’uomo dimenticato

Il cyberpunk

Gli scrittori hanno iniziato a fare i conti con i nuovi linguaggi da pochi decenni, arco di tempo breve ma sufficiente per dar luogo a nuove forme di narrativa. Si è affermata ormai la letteratura cyberpunk che ha confini e caratteristiche non facilmente identificabili. Ad essa possono ascriversi in particolare alcuni autori statunitensi come Bruce Sterling, John Shirley, Pat Cadigan, Michael Swanwick che considerano Neuromancer (1984) di William Gibson il loro testo sacro. Un universo controllato dai magnati dell’industria e popolato da uomini bionici, collegati tra loro attraverso sistemi informatici, supera la dimensione umana. Anche Otherland di Tad Williamson, dimentica l’uomo e fa interagire una popolazione di avatar (rappresentazioni digitali di uomini).

Il romanzo-ipertesto

L’evoluzione del genere del romanzo si è sviluppata anche attraverso l’ipertesto: i racconti sono facilmente rintracciabili on line, alcuni addirittura gratuitamente.

I pionieri del romanzo-ipertesto sono stati senza dubbio Afternoon a story (1990) di Michael Joyce, originale nel presentare agli occhi del lettore trame intrecciate e disarticolate non guidate dalla voce di un narratore; Patchwork girl di Shelley Jackson e Notes toward absolute zero di Tim McLuaghlin.

Persino Stephen King

Anche Stephen King si è misurato con la diffusione in rete delle sue scritture fantascientifiche: Riding the bullett, per esempio (venduto in libreria accompagnato da un Cd Rom).

 

L’evoluzione cibernetica del genere del romanzo ha origine nella rivoluzione del cinema digitale. Già 2001 Odissea nello spazio di Kubrick immaginava un mondo in cui il computer, dotato di intelligenza artificiale, provava sentimenti tanto forti da bramare diversi omicidi. Anche film come Blade Runner di Ridley Scott, Videodrome di David Cronenberg, l’italianissimo Nirvana di Gabriele Salvatores e Matrix di Larry e Andy Wachowki evadono i limiti della natura raccontando storie in grado di farsi e rifarsi in lontane realtà virtuali.

Da qui i grandi romanzi sull’Apocalisse, le considerazioni saggistiche di George B. Dyson e quelle scientifiche di Hans Moravec che vedono nel futuro un mondo di sole macchine in grado di copiare i nostri circuiti neuronali.

 

Considerazioni provvisorie delle letteratura di oggi possono farci credere che vi sia una parola rivelatrice dietro al teatrino della cibernetica?

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