Un interno sterminato. “Qui” di Richard Mcguire

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La fisica, per ora, non è in grado di dimostrare la non reversibilità del tempo. Ciò significa che noi consideriamo la storia come lineare ed irripetibile, ma non è necessariamente così. Anche se sembra degno di un film di fantascienza e non della nostra vita quotidiana, nulla vieta che il tempo possa tornare su se stesso, ripetersi, frantumarsi. Del resto non esiste nessun momento che non sia qui e ora; ogni evento passato o futuro si limita a fare capolino nel presente secondo nostri ricordi o supposizioni. Mcguire stava forse pensando a tutto questo quando decise di scrivere Here, Qui.

 25 anni dopo

Qui compare per la prima volta nel 1989 sulla rivista Raw come una breve storia di 36 vignette in bianco e nero. Dopo 25 anni, Mcguire decide di farne un fumetto a colori di 300 pagine.

Uno dei fumetti più belli di sempre

Oggi Qui viene considerato uno dei fumetti più belli di sempre, quello che ha mostrato a tutti fin dove potesse spingersi la narrazione illustrata. L’opera non ha una trama: sullo sfondo fisso del salotto dell’autore si aprono delle finestre, diverse per colori e grafica, che mostrano cosa è accaduto in quello spazio dall’era glaciale sino al 2213, senza seguire l’ordine cronologico. Spesso i vari pannelli interagiscono tra di loro grazie a gesti o frasi che si completano da una finestra all’altra.

Luci tenui e gesti quotidiani

Qui disegna una delicata storia di interni colorati, luci tenui e gesti quotidiani che sanno un po’ di Hopper. Non c’è nessun punto di riferimento, fine o risoluzione; ciò che prende forma è l’esperienza umana in tutta la sua totalità ammaliante e nullità atterrente. Una signora pulisce, una ragazza balla, un uomo costruisce qualcosa, un sospiro, un sussulto, la vita che scorre in silenzio, lo spazio limitato eppure immenso, il tempo lento eppure eterno.

Poco più che polvere

Tra le pagine c’è tutta la malinconia di chi si ferma per un istante e con la bocca improvvisamente arida, si ricorda di essere poco più che polvere in un mondo troppo vasto. Ma quanta bellezza c’è nella vita di tutti i giorni: i colori, le ombre, il vento tra gli alberi, un sorriso, le foglie che fanno passare la luce del sole, i capelli lunghi di una donna, il suono della pioggia. Il nulla che siamo è malignamente ininfluente all’universo, però essere qui è profondamente dolce.

 

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