La rivoluzione è una grande commedia. “L’armata dei sonnambuli” di Wu Ming

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L’armata dei sonnambuli, penultimo romanzo scritto dal collettivo di scrittori Wu Ming, è, come tutti i loro libri, un romanzo storico ambientato, in questo caso, a Parigi nel periodo appena successivo alla Rivoluzione Francese.

Il romanzo del terrore

Il sito di Einaudi lo sottotitola “il romanzo del Terrore di Wu Ming” giocando sul duplice valore della parola “terrore”: se da una parte, infatti, il romanzo è ambientato proprio durante il periodo del Terrore Giacobino, in cui “Madama Ghigliottina” non risparmiava nessuno e neanche i capi rivoluzionare erano al sicuro; dall’altra rimanda anche al tema del Mesmerismo e del magnetismo animale, teorie pseudoscientifiche in voga alla fine del ‘700, che hanno un ruolo importante per la storia, dandole un’impronta che ha dell’horror.

La rivoluzione? Una maestosa messa in scena

La trama è molto avvincente, ma la cosa che mi è piaciuta di più di questo libro è come prenda in prestito linguaggi propri del teatro e come i Wu Ming giochino a viso aperto con la meta teatralità. La rivoluzione viene raccontata dai personaggi come se fosse una maestosa messa in scena, e il collettivo tiene più volte a chiarire e sottolineare questa interpretazione teatrale della vicenda storica. La costruzione dei personaggi fa sì che i quattro protagonisti siano assimilati a grandi attori che, in accordo con il proprio personaggio, si alternano sulla scena (pagina) prendendo parte a questa farsa grottesca che è la Rivoluzione Francese, la quale, dopo un inizio promettente, arriva a tradire tutti gli ideali che l’hanno legittimata. A dare voce alle aspirazioni rivoluzionarie frustrate i Wu Ming mettono un vero e proprio coro, come quello del teatro greco, di popolani parigini, i quali, in una sorta di grammelot settecentesco, fanno da commento alle imprese dei protagonisti.

Uno stormi di Zanni dai nasi lunghi e gibbosi

Il rimando alle atmosfere della commedia all’improvvisa, o alla farsa da strada, è palese e questo coro di parigini non può non ricordare le maschere della commedia dell’arte; almeno io me li sono immaginati così: uno stormo di Zanni dai nasi lunghi e gibbosi, mossi da i bisogni primari e, proprio per questo, difficilmente distraibili dalla realtà dei fatti.

Quando la finzione si fa realtà

L’armata dei sonnambuli e un libro interessante per come sia riuscito ad unire la ricerca storica, minuziosa e attenta, che accomuna tutti i libri di Wu Ming, a una storia meno verosimile delle altre, dando vita ad un romanzo armonico che si legge con piacere.

I testi di Wu Ming sono tutti editi da Einaudi.

Tra gli atri si segnalano anche:

Q (sempre scritto dal collettivo, ma con lo pseudonimo di Luther Blisset)

Altai

L’invisibile ovunque

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One thought on “La rivoluzione è una grande commedia. “L’armata dei sonnambuli” di Wu Ming

  1. Ho amato questo libro per la sua spiccata simpatia e per gli spunti di riflessione…poi va beh utilizzare l’espediente delle maschere è stato un tocco di classe!

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