Il pianoforte non suona più. “Come le mosche d’autunno” di Irène Némirovsky

file0001768752860.jpg

Russia, 1917. La vecchia nutrice Tat’jana Ivanovna la notte di natale saluta i fratelli Jurij e Kirill: partono per la guerra. Al piano di sotto un pianoforte suona una melodia triste e malinconica e il vento, fuori, soffia più forte che mai. Ma Tat’jana Ivanovna viene dal nord e per lei è poca cosa.

Se solo le fosse piaciuto bere…

Il pianoforte non suona più

Nel gennaio 1918 anche il resto della famiglia di Jurij e Kirill scappa. I villaggi bruciano all’orizzonte e Tat’jana rimane sola col vecchio cuoco Antip. Avrebbe potuto trovare consolazione nel vino, a cui con tanta passione si aggrapava il vecchio cuoco, ma a lei non era mai piaciuto bere. Il pianoforte al piano di sotto non suona più eppure se ne sente ancora l’eco malinconica. Le catene di ferro serrano le porte e fuori lo stucco si scrosta mostrando macchie biancastre che sembrano tracce di pallottole. I pochi rimasti nell’antico villaggio si aiutano a vicenda ma Tat’jana sa che se i contadini le danno una mano è solo perché sperano un giorno di impossessarsi di quelle poche ricchezze custodite dalla vecchia nutrice.

rebecca-litchfield-orfani-del-tempo.jpg

Una notte uno dei due fratelli, Jurij, bussa alla porta della vecchia casa. Tat’jana lo accoglie: gli vuole bene come se fosse carne della sua carne. La sua morte, per mano di un contadino del villaggio, la distrugge. Non le resta che partire e raggiungere il resto della famiglia, ridotta in miseria. L’unica speranza di salvezza per tutti sta nei diamanti che Tat’jana gelosamente aveva custodito.

A House is a Home

A Parigi gli inverni sono miti e della neve non c’è traccia

Comincia un lungo viaggio che condurrà la vecchia balia a Parigi. Nemmeno l’arrivo della prima vera riscalda il cuore di Tat’jana perché i raggi del sole sono più freddi della neve dopo la morte di Jurij. Poi la Francia non è la Russia e a Parigi gli inverni sono miti e della neve non c’è traccia. I luoghi non sono sempre dei semplici involucri che rimangono sfumati sullo sfondo. La casa è il luogo della famiglia, della pace, dell’amore e una camera ammobiliati in affitto, anche se nel cuore della capitale d’Europa, non è casa. D’altronde, come dicono Ben e Ellen Harper, la casa è la casa anche quando fuori è buio.

“A house is a home even when it’s dark
even when the grass is overgrown in the yard
even when the dog is too old to bark
and when you’re sitting at the table trying not to starve”.

Ben & Ellen Harper

Esemplare racconto della Russia non sovietica

“Come le mosche d’autunno” uscì nel 1931 per le francesi Éditions Grasset & Fasquelle. Irène Némirovsky all’epoca di anni ne aveva 28: era giovane come Benjamin Button un minuto prima di morire eppure già capace di creare un romanzo capace di farci sognare ancora oggi. E ci racconta la Russia non sovietica durante la rivoluzione, in un documento tra i più vivaci. Ci racconta quella rivoluzione che avrebbe fatto respirare aria nuova alla Russia ma che avrebbe fatto cadere in disgrazia la famiglia di Tat’jana, che, stanca, sfinita ed infelicemente errante sarebbe finita nell’ombelico  d’Europa, “come le mosche d’autunno”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...