“La cattività dell’onesto” (Prima Puntata)

683254-teacher.jpg

Quando la penna andò a sbattere contro la lavagna un suono forte, violento e stridente riempì l’aula. Il professore stava ricopiando la traccia del tema che gli alunni avrebbero dovuto svolgere nelle due ore a seguire ed ecco il rumore, assordante nel momento dell’impatto, giunto a rovinare tutto. Quella penna era stata lanciata da qualcuno, probabilmente con la speranza di colpire il professore. Il docente avrebbe passato i prossimi centoventi minuti a cercare online il motel dove la sera avrebbe portato l’amante, mentre la moglie sarebbe stata dalle amiche al circolo letterario della biblioteca. Quante volte Laura, la moglie, gli aveva detto di venire, che si sarebbe divertito. In fondo erano entrambi professori di lettere. Ma non c’era stato niente da fare. Lui aveva in testa solo una cosa (scoparsi la nuova professoressa di scienze, fresca fresca di laurea) e per poterlo fare doveva trovare un posto comodo e riservato. A questo stava pensando il Professor Malemini quando la penna aveva sbattuto contro la lavagna. Un sussulto attraversò tutto il suo corpo. Strinse i pugni. Era un tipo impulsivo e avrebbe dato volentieri una bella lezione (che sia chiaro: non di letteratura) al colpevole che aveva indovinato senza alcun ausilio da parte della vista. Angelo Scarpato, che di angelico aveva solo il nome. Era piuttosto basso rispetto ai suoi compagni di classe. Gli occhiali spessi gli pesavano sul naso come il cappellino di lana che d’estate e d’inverno portava sulla testa. Sapeva della sua complicata situazione familiare ma in quel momento era l’ultimo dei pensieri del Professore. Come ormai sapete, aveva ben altro a cui pensare.

Il Professore Malemini si avviò verso il banco di Angelo e lo sollevò per il colletto. Gli occhiali del ragazzino caddero per terra e il Professore li calpestò provando una leggera soddisfazione. Era poca cosa rispetto a quanto aveva sognato di fare con la testa di quel marmocchio in quegli attimi che erano stati necessari per raggiungere il fondo dell’aula. Poco importava per quei vetri. Avrebbe detto ai genitori di Angelo che li aveva calpestati accidentalmente.

Ma Angelo di genitori non ne aveva. Dopo mezz’ora dal preside si presentò il nonno Paolo che di malavoglia aveva interrotto Ti prego lasciati odiare, il romanzo rosa che stava leggendo con tanto trasporto. Il ragazzo non avrebbe potuto frequentare la scuola per un mese intero. Angelo per la rabbia sbatté una mano sulla scrivania del Preside di fronte al quale era seduto. Non era stato lui a lanciare quella penna.

I vetri delle finestre andarono in frantumi e il Preside, il prof. Melemini e il nonno si sentirono spinger via da una forte raffica di vento.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...