VIA TUTTI, STA PER ESPLODEREEEE! “Piera degli Spiriti” di Toffolo&Mattioli

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La bibliotecaria mi saluta chiamandomi per nome, allaccio il giubbetto, metto il guinzaglio a Kelly che mi aspetta fuori e torno a casa. Cercavo senza successo un libro da studiare, poi Piera degli spiriti ha catturato la mia attenzione. Quest’opera, nata dalla collaborazione di Toffolo e Mattioli, è considerata la prima graphic novel italiana e proprio in occasione del suo ventennale ne è stata realizzata una nuova versione colorata da Baronciani. Purtroppo nel lontano 1995 io non sapevo leggere, ma oggi che conosco quasi tutto l’alfabeto, posso rimediare.

Tra amiche acide e lacrime salate

Partendo da una gigantesca casa vuota, l’opera segue le giornate della giovane Piera, rimasta sola al mondo, tra musica rock, amiche acide, lacrime salate ed uno spirito che non la abbandona. Crescere è pura infamia e la piccola Piera, anfibi ai piedi e animo sensibile, lo sperimenterà in prima persona. Detto ciò, spero concorderete tutti con me sul fatto che essere adolescenti fa schifo. Ormoni, impulsi, pensieri, desideri, sogni, ambizioni, rabbia, furore, gioia, delusione: tutto insieme, nello stesso momento, sempre, ovunque e comunque. Essere adolescenti, dicevo, è fantastico.

“Detto ciò, spero concorderete tutti con me sul fatto che essere adolescenti fa schifo.”

Gli adulti? Inutili fantocci

Dal tetto del mondo guardi sprezzante l’orizzonte, piccoli sono gli adulti, inutili fantocci, così diversi da te, speciale e immortale che risplendi di arroganza e eroismo. Passa un istante e tutto crolla al suolo in un misero cumulo di sciocchezze, brucia la polvere che ti si infila sotto le unghie da bestia derelitta. Forse non sei meglio di nessuno.

Aggrappati a dinamite in procinto di esplodere

Eppure I don’t wanna grow up: se si ha più di diciassette anni, essere adolescenti a volte manca. Al di là dei brufoli e di tutte le nefandezze affini, nessun momento sarà mai tanto intenso come quelli vissuti allora, sempre sull’orlo di un eccesso incoerente e anarchico, come se si vivesse affamati di tutto e stupidamente aggrappati a dinamite in procinto di esplodere.

Tutto scorre

E mentre tutto questo accade, Piera cresce, l’adolescenza scorre via come sabbia tra le dita e la maturità s’impone prepotente. Dopotutto è vero che diventare adulti significa sacrificare carni e sangue ad un freddo principio d’inerzia e assecondare la corrente di un vivere stanco. È la natura, funziona così. Forse però siamo come i cani di Pavlov: ad un suono, ci attiviamo. Se tendi un momento l’orecchio, senti allora uno sfrigolio, come quello che produce una miccia incendiata sul punto di far saltare per aria qualche ordigno.

E poi boom.

È dinamite, Piera mia.

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