Esplodere, ma in silenzio. “Una stella tranquilla” di Pietro Scarnera

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Torino e’ una bella città, signorile, tranquilla, riservata. Vicino al quartiere Crocetta, in corso Vittorio Emanuele, c’è una casa elegante e silenziosa. Fino a qualche tempo fa ci abitava un signore distinto, con degli spessi occhiali da gufo e la barba bianca. Da giovane era stato un chimico, aveva lavorato in aziende importanti, aveva viaggiato parecchio e dopo un lungo soggiorno in Germania, si era sposato ed aveva avuto due figli. Era un ometto simpatico, chi lo conosceva diceva che sembrava molto serioso, ma rideva spesso ed era di buona compagnia. Nel tempo libero, ma soprattutto dopo la pensione, si era dilettato di scrittura, aveva addirittura pubblicato qualche romanzo e alcune poesie. Si chiamava Primo Levi.

La storia dello scrittore, non del sopravvissuto

Pietro Scarnera non racconta la storia del sopravvissuto Primo Levi perché tutti,
giustamente, la conoscono. Ciò che prende forma, pagina dopo pagina, è la storia di Levi scrittore e soprattutto di Levi uomo. Il profilo che viene tratteggiato è quello del signore che si ricordava disperatamente Dante in mezzo all’inferno tedesco, ma che ha anche avuto una moglie, amava fare sculture di metallo e un giorno ha deciso di farsi crescere la barba per scherzo, per “far vedere a suo figlio come si fa”.

Un uomo come tanti182

Proprio perché quel signore era un uomo come tanti, è tornato da un campo di concentramento e ha sentito l’esigenza viscerale di raccontare a tutti cosa diavolo c’era in quel mondo di bestie; lui, uomo qualsiasi tra mostri. Questo e’ l’uomo comune che ha voluto il mondo sapesse, ma che non ha potuto evitare di spegnersi, lentamente, dopo forse essere morto, una prima volta, in quel posto lontano dove oggi si va in gita.

Una narrazione leggera per una storia pesante

La narrazione è fluida ed essenziale, il disegno armonioso e piacevole, ma la storia, quella colpisce pesante. Mentre si guarda l’ennesima copia di “Se questo è un uomo” in una libreria, o mentre si ricordano gli autori studiati a scuola, sembra impensabile che dietro quel sopravvissuto torinese potesse esserci un essere umano vero come me e te, e non un santo, un eroe o una pagina di Storia. E’ così che, con tranquillità e senza retorica, la graphic novel segue i passi lenti di questo signore tra libri e poesie, sorrisi abbozzati ed infinita umanità.

Esplodere, ma in silenzio

Gli anni passano, Primo invecchia, ma la memoria no. Il passato tante volte raccontato non è caduto nel vuoto, ma si è depositato nella mente e anno dopo anno, l’ha scavata in profondità, sempre di più, fino a farlo esplodere, come una stella tranquilla. Una passeggiata, Torino con il sole, il centro pieno di persone, i negozi aperti, le foglie sugli alberi. Quanto in basso può cadere un uomo qualsiasi e quanto in alto può arrivare?

P.S. Una stella tranquilla di Pietro Scarnera è l’unica opera italiana ad essersi guadagnata un premio ad Angouleme 2016.

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