La libreria di Corvetto rischia di chiudere. Interviene lo scrittore Alessandro Robecchi

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Sono anni che passo da Corvetto almeno due volte al giorno: per andare in centro e per tornare a casa. Eppure questo quartiere per me non è mai stato solo un luogo di passaggio ma un luogo da vivere e devo ammettere che in questo mio pensiero un ruolo fondamentale è toccato a questa libreria che rischiamo di vedere scomparire. Infatti risale agli ultimi giorni di gennaio la notizia della prossima chiusura della libreria Feltrinelli di piazzale Corvetto, prevista per il 28 febbraio. Diffusasi la notizia la mobilitazione è iniziata e le firme raccolte sono già più di 1300. I giornali ne parlano, le persone ne discutono ma la Feltrinelli non ha ancora rilasciato alcuna dichiarazione.

Un romanzo ambientato a Corvetto: Dove sei stanotte di Alessandro Robecchi (Sellerio)

Nel 2015 è uscito per Sellerio quello che credo sia l’unico romanzo per ora ambientato a Corvetto. L’autore è Alessandro Robecchi – tra le sue molteplici occupazioni: editorialista de Il manifesto, tra gli autori degli spettacoli di Maurizio Crozza e critico musicale per L’Unità e per Il Mucchio Selvaggio. Il titolo del suo libro è Dove sei stanotte. Al quartiere Corvetto, che «pensava fosse solo un’uscita della tangenziale, e invece è un mondo», Carlo Monterossi – protagonista di Dove sei stanotte (Sellerio 2015) – conduce la sua indagine per tentare di uscire dai guai, tra improbabili urbanisti rivoluzionari, gang di latinos dal coltello facile e un’anziana coppia di sudamericani che guida e organizza la sua «Resistencia». Eppure, in questo universo in apparenza abitato solo da delinquenti, nel corso della vicenda questo personaggio letterario conosce la vera natura di questo quartiere, abitato da persone stupende.

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Alessandro Robecchi. L’intervista

Tutti i luoghi possono essere scelti come ambientazione per i romanzi eppure alcuni sono più scelti di altri. Cosa aveva Corvetto di tanto speciale da farti decidere di ambientare in questo quartiere di Milano il tuo ultimo romanzo?

Quando ho scelto il Corvetto per ambientare una parte consistente di Dove sei stanotte mi attraeva la sua struttura di zona con più frontiere. Un quartiere periferico di Milano, ma ancora un quartiere, dove la frontiera è la solita, tra centro e periferia, ma ancor più una frontiera aperta tra varie etnie: milanesi storici e immigrati meridionali di mezzo secolo fa, comunità latine e Maghreb, una specie di piccola città multietnica al confine della città. Un posto lontanissimo dalla Milano della narrazione corrente (moda, design, alti redditi, finanza…) e al tempo stesso vicinissimo, a poche centinaia di metri in linea d’aria da quella città

5199-3.jpgCome ha mostrato in Dove sei stanotte, il Corvetto è un quartiere terribile eppure capace di riservare tante sorprese. Tra queste c’è la libreria e soprattutto ci sono le persone che la frequentano, che in questi giorni si stanno mobilitando per tentare di tenerla aperta. Cosa farebbe Carlo Monterossi nel caso in cui si trovasse ancora in zona?

Del Monterossi non mi fiderei troppo, ma certo quello che ha fatto lui è un esperimento interessante: far capire a chi abita a Milano – la Milano luccicante – che è Milano anche il Corvetto, che non è un corpo estraneo… e quindi quando si esce per andare in centro, si potrebbe provare a uscire per andare lì. E dunque portare gente a una presentazione di un libro, o a un incontro, o un corso al Corvetto anziché, che so, in piazza Duomo, sarebbe un vero decentramento delle persone, non a parole, ma… col tram… scoprire la periferia, passeggiarci, vederla anche se non la si abita può insegnare molte cose, per esempio sulla convivenza tra varie componenti della popolazione. Corso Lodi non è forse una grande ramblas?

Una libreria può avere tante funzioni. Quale tra le tante assolve la libreria di Corvetto secondo te?

Una libreria ha molte funzioni, sì, ed è triste che queste funzioni vengano regolate soltanto dalle regole mercato. So che dire questa cosa in una città produttiva come Milano è come bestemmiare in chiesa, ma sarebbe bello avere un posto che fa incontrare la gente, un porto sicuro dove si cerca qualcosa non solo nella merce (il libro, il disco…) ma anche in quello che capita e succede. Credo sia quello che in “sinistrese” si chiamava luogo di aggregazione. Altrimenti chi cerca qualcosa deve andare per forza in centro e questo fa di una città una specie di cittadina di provincia, cosa che Milano non è.

 

Appuntamento a sabato 20 febbraio per un Book-Crossing

È stato lanciato un Book-Crossing per sabato 20 febbraio. L’appuntamento è alle h 16.00 al bar sito al piano -1 dell’Upim di piazzale Corvetto (accesso diretto da Corso Lodi) ed adiacente alla libreria Feltrinelli.

Al seguente evento di Facebook potete trovare continui aggiornamenti e potrete partecipare in prima persona alla mobilitazione.

https://www.facebook.com/events/604240056401212/permalink/612028628955688/

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