Uomini appesi alla speranza. “Trilogia di New York” di Paul Auster

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Città di vetro, Fantasmi e La stanza chiusa sono i racconti della Trilogia di New York di Paul Auster. Tre storie di uomini appesi alla speranza, in una caotica città dove i misteriosi casi da risolvere oscillano tra reale e surreale e non si fermano certo dopo qualche foto scattata.

Pedinare o farsi pedinare

Il Quinn di Città di vetro, da scrittore di romanzi polizieschi, si ritrova ad assumere l’identità fittizia di Paul Auster con il compito di proteggere Peter e Virginia Stillman. L’intreccio appassionante stuzzica la riflessione sul linguaggio e sulla ricerca della parola in comunicazione con il mondo.

Il Blue di Fanstasmi, ingaggiato per pedinare Black, veste i panni di un detective privato chiuso in un appartamento nei pressi di Orange Street. Black viene spiato in ogni suo gesto, seguito passo dopo passo. È un curioso taccuino rosso – elemento simbolico e ricorrente, in Paul Auster – a svelare il segreto: le note di Black altro non sono che la storia che il lettore di Fantasmi legge. Blue sta pedinando o si sta facendo pedinare?

La perdita dell’identità umana

Infine il terzo racconto, La stanza chiusa, avvia una spiazzante riflessione sulla perdita dell’identità umana, poiché il protagonista si immedesima nella figura del suo migliore amico fino a sposarne la moglie vedova e adottarne il figlio. Un tema, questo dell’identità, che Auster sembra non esaurire mai. Penso a L’invenzione della solitudine, dove alla morte del padre, il protagonista – che guarda caso anche lui porta il nome di Paul Auster – si rende conto di non sapere quasi nulla su quel padre di cui ci vuole raccontare nel disperato tentativo di non perderlo.

Paul Auster e Jacques Lacan

La narrativa di Paul Auster si ispira al pensiero centrale della filosofia di Jacques Lacan secondo cui l’inconscio è il nucleo dell’essere ed è strutturato come il linguaggio. La sensazione di attraversare un mondo di identità disgregate, il disordine e la parola spezzata sono i temi principali della Trilogia di New York. I tre romanzi dal sapore ambiguo, pubblicati tra il 1985 e il 1987, non possono trovare soluzione se prima non si trova soluzione nella struttura dell’essere.

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