Due eroi buoni a nulla. “Honky Tonk Samurai” di Joe R. Lansdale

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Forse è per una sorta di sadismo – o di empatia? – che amiamo leggere di personaggi buoni a nulla, incapaci di realizzare qualsiasi progetto. E di questa risma sono Hap e Leonard, due investigatori non convenzionali che, tra alti e bassi, tentano di svolgere con dignità il loro mestiere. Hap è bianco, romantico e cerca di fare il duro mentre Leonard, nero e omosessuale, è duro veramente. Il suo tallone d’Achille? I wafer alla vaniglia.

Be’, in effetti come agenti segreti non valiamo un cazzo. Eravamo molto più bravi a scoparci le galline, giù all’allevamento di polli.

Eppure lottano, i due amici per la pelle. Lottano per ideali semplici, onesti, che semplicemente vanno difesi. Lottano per il cane preso a calci dal padrone, per il transessuale finito/a in un brutto pasticcio e, soprattutto, lottano per non dover più lottare.

Una vecchia piuttosto a suo agio con le nuove tecnologie

Ma come dicevamo un cane viene preso a calci dal padrone mentre Hap e Leonard stanno sorvegliando controvoglia un signore di cinquant’anni, ingaggiati dalla moglie che teme il marito la tradisca. Leonard perde le staffe e ancor prima che Hap faccia in tempo a uscire dalla macchina l’amico sta già pestando duro quel mostro d’uomo. A osservare la scena dalla finestra di un palazzo c’è una vecchia signora piuttosto a suo agio con le nuove tecnologie: filma infatti l’intera scena e con il video sottomano ricatta i due investigatori. “Dovete trovare mia nipote”.

Non esisterà il bianco ma il nero esiste eccome

Se è vero che tra il nero e il bianco esiste un’infinita scala di grigi, è anche vero che alcune cose sono nere e basta: picchiare un cane, violentare una donna, fare del male agli amici. Queste cose Hap e Leonard le sanno e non riescono proprio a scordarsele. Credono in alcune idee, vere, radicate in loro, con la stessa radicalità con cui Daredevil pensa che sia sbagliato uccidere e Spiderman che da grandi poteri derivino grandi responsabilità. Sono due supereroi che non hanno rinunciato alla propria mortalità.

Una scrittura eccezionale

Per capire lo stile di scrittura di Joe Lansdale, e quanto sia eccezionale, basta prendere due pacchetti di sigarette: uno dall’Italia e uno dal Brasile. Il primo riporta la scritta “Il fumo uccide” mentre il secondo ti mette davanti agli occhi immagini di polmoni carbonizzati, denti marci e uomini condannati all’impotenza. Se normalmente gli scrittori si limitano a scrivere, Lansdale ha l’incredibile capacità di farci vedere, ascoltare, toccare e annusare le storie che racconta. Mobilita, non dico tutti e cinque i nostri sensi, ma quattro sicuramente.

Uno tra i più bei romanzi di Lansdale. E c’è da dire che di bei romanzi ne ha scritti tanti.

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