Inquieto, lui. Crudele, lei. “Ritmo lento in fondo al mare” di Pastore e Capozzi

Valerio Pastore

La superficie del mare e’ calma e piatta, il cielo terso e solo una leggera brezza increspa la superficie dell’acqua. Una piccola barca punteggia l’orizzonte: e’ piena di uomini che scrutano attenti il mare. Aspettano in silenzio, tesi. Poi la calma s’interrompe, esplode un fragore, cielo e acqua si confondono ed un gigantesco capodoglio erompe violento dalle onde. Fiocine ed armi incidono l’aria, ma non servono a nulla; in poco tempo la bestia tornerà da dove è venuta.

L’acqua maligna scherza con le ambizioni umane

Il capitano della nave, amareggiato e deluso non può che guardare con rabbia quella maledetta pianura salata che si ostina a sottrargli il grande sogno della sua vita di lupo di mare. E se l’acqua, tracotante e maligna scherza con le ambizioni umane, il coraggioso capitano non può fare altro che raccogliere questa presuntuosa sfida. “Portatemi la muta da palombaro” sbraita furioso, e in un momento si trova sul fondo marino. I passi sono lenti, l’atmosfera rarefatta e, mentre l’uomo cerca un gigantesco cetaceo, proprio quando sta per affogare, sente il suo cuore produrre un suono mai udito: un battito d’amore. Lei è, come ogni sirena, incredibilmente bella, come ogni amore, oscenamente crudele.

Una sirena tanto bella quanto spietata

Il capitano, salvato proprio dalla creatura marina, tornerà sulla propria barca e, tra il sogno, la follia e l’esasperazione, ritroverà la sirena, tanto bella quanto spietata. Non un pugnale sguainato, non un petto trapassato, non un cuore strappato serviranno ad ammansire quella creatura squamata. Lei ha già fatto strage di Achab, Old Roger e Drake, può forse esitare di fronte al capitano canterino Vinicio?

Una graphic novel liberamente ispirata a Canzone a Manovella di Vinicio Capossela

Ritmo lento in fondo al mare è una breve graphic novel liberamente ispirata al testo Canzone a Manovella di Vinicio Capossela; il disegno, nel canonico bianco e nero vanta un tratto netto e deciso. Il volto del capitano è scavato dal sole e dal sale, il mare e’ tanto immenso quanto profondo e silenzioso e lei è splendida, mentre snoda con eleganza la sua coda tavola dopo tavola.

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Vinicio Capossela

Lontano dalla narrazione tradizionale

Una delle caratteristiche più interessanti dell’albo è che non presenta una narrazione degli eventi tradizionale, ma va mimando una vera e propria canzone, un autentico canto di mare destinato a ripetersi all’infinito. Per questo motivo il racconto presenta elementi topici della narrazione come l’avventura dell’uomo contro l’animale gigantesco, il salvataggio grazie ad una creatura magica e l’innamoramento. Il finale introduce un grado di originalità ampia e sorprendente, sfumata nel dubbio se quanto letto sia autenticamente accaduto a Vinicio o se sia solo il sogno di un folle intrappolato in un mondo onirico.

L’inquietudine di un uomo comune

Una leggenda, tradizionale e nuova al tempo stesso, parla dell’inquietudine di un uomo comune. Una barca solca il mare, ma ha davvero una destinazione? Il capitano, con lo sguardo fisso sulla schiena perlacea del capodoglio, sente la propria esistenza indebolita, impoverita, inutile, sfilacciata al vento. Perché tanto affanno? Tra il frastuono e il fracasso di una vita violenta e sanguigna, piomberà plumbeo il silenzio del fondo marino. Il cuore per tanto tempo non udito inizierà a far rumore, a battere… perché i sentimenti degli esseri umani dovrebbero avere importanza? Perché mai dovrebbero avere senso? Così inutili, sciocchi, illogici eppure vivi … Forse Vinicio resterà solo, però quel grumo nero che i sognatori chiamano anima fa già meno male.

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