Sporca, lurida frontiera.”Barrier #1″ di Vaughan, Marcos e Vincente

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La sottile striscia tra Stati Uniti e Messico non è un posto raccomandabile, anzi, ha più l’aspetto di un inferno secco e polveroso. Il caldo e’ soffocante, la terra riarsa si appiccica alla pelle e, soprattutto, e’ un posto schifosamente pericoloso. Immigrati clandestini cercano in ogni modo di lasciarsi il loro paese alle spalle per poter scappare di corsa verso lo scintillante sogno americano: ogni infamia, crimine o pericolo diventa lecito di fronte alla speranza di una nuova vita.

C’è chi scappa e chi si difende

Libby abita proprio qui. Fiera possidente terriera col cappello calcato sugli occhi, si aggira guardinga nella sua tenuta: qualche bastardo di turno si diverte a sgozzare cavalli e uccidere bestie. I lavoratori della tenuta si ostinano ad incolpare il chupacabra, ma se i Corleone insegnano bene, quegli animali maciullati sono macabri avvertimenti. Peccato che Libby, per quanto forte, sia completamente sola. E mentre la donna cade lentamente sul fondo e nella sua mente torna il ricordo di un passato oscuro e turbolento, il presente continua a sputarle violento in faccia. Oscar viene dall’Honduras. Raggiunge la frontiera di corsa, malvestito, povero, scappando da casa con un misero zaino sulle spalle. Si è allontanato da un passato che ha il sapore della bile più nera, tra spacciatori, pestaggi e sogni tanto grandi da essere quasi ridicoli.

Sulla terra riarsa del Texas

Le esistenze precarie ed in bilico dei due personaggi solitari ben presto si incontreranno sulla terra riarsa del Texas ma, proprio quando tutto sembra essere stato detto, solo allora scoppia prepotente il colpo di scena. Bianco, ammaliante, inaspettato, alieno e senza gravità. Servirà leggere il secondo e poi il terzo capitolo per capire cosa stia effettivamente succedendo a Libby e Oscar.

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Quando il desiderio di una vita decorosa diventa un’assurda ambizione

Le tematiche di Vaughan, Marcos e Vincente sono fortemente attuali: si parla di immigrazione, frontiere, lavoratori in nero e inferni attraversati per l’assurda ambizione di avere una vita vagamente decorosa; sembra quasi di vedere in filigrana la testa spelacchiata di Donald Trump. Eppure, seguendo i timori di Libby e le scarpe impolverate di Oscar, ci si aggira in un moderno selvaggio west: l’albo si tinge di colori forti, saturi ed intensi; le pagine sono ricche di paesaggi ampi, desolati e solitari, il ritmo narrativo e’ rapido e martellante. I colpi di scena non mancano tanto nel primo, quanto negli altri episodi, la comprovata attualità della storia e l’indubbia abilità del narratore e dell’illustratore non si perdono nella politica da quattro soldi, paiono invece aprire uno squarcio nella vita di tutti i giorni, mostrando una sottile e dolorosa solitudine mescolata ad una vita che striscia in avanti ora per inerzia, ora per disperazione.

L’albo e’ solo ed esclusivamente scaricabile on line (http://panelsyndicate.com), potenzialmente gratuito essendo ad offerta libera superiore a 0,00€.

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