I protestanti cinesi allo Stato: “Liberate i 5 librai”


Ormai è un dato di fatto. O almeno la pensano così le migliaia di persone scese ancora oggi in piazza a Hong Kong per protestare contro il sequestro di 5 librai cinesi, scomparsi da ottobre. Sono stati sequestrati dallo Stato. Al mondo interessa la Cina dell’economia, a cui le sorti di tutte le economie nazionali sono ormai legate, ma quasi in sordina sta passando l’urlo che invoca la libertà di parola. Perché sta proprio qui la questione. I cinesi non possono parlare e scrivere liberamente. E la scomparsa di Gui Minhai, Lee Bo, Lui Bo, Cheung Ji-ping e Lam Wing-kei, che a quanto pare lavoravano a dei libri di critica al regime comunista, lo testimonia chiaramente. In particolare qualcosa sarebbe dovuto uscire a proposito delle vite private di alcune delle più alte cariche del governo. Un tempo si requisivano i libri. Ora il problema viene estirpato alla radice.

Che il popolo cinese possa tornare a parlare in piena libertà!

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