Un cielo macchiato di rosso. “Come le strisce che lasciano gli aerei” di Vasco Brondi e Andrea Bruno

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Micol lascia l’università: le mancano pochi esami, ma soprattutto qualche migliaia di euro; di giorno lavora in un call center e di sera consegna pizze e kebab. Rico e’ un tossicodipendente che con cani rabbiosi al guinzaglio e grondaie da rivendere cerca di raccimolare pochi soldi da iniettarsi in vena. Rachid e’ un immigrato clandestino giunto da Lampedusa in Italia con alcuni amici; vende bevande senza licenza e fumo. I capelli rossi di Micol, il cappuccio calcato sugli occhi di Rico e la maglietta della nazionale italiana di Raschid sono destinati a incontrarsi e a sfiorarsi, ma solo per poco. Tra storie d’amore che sbocciano, ma non fioriscono, letture de “i sotterranei” di Kerouac, fotogrammi di “Man on Wire”, partenze e arrivi, la graphic novel procede in punta di piedi ed in silenzio verso un finale pieno di incertezza ed angoscia.

Una storia sporca, senza lieto fine

Andrea Bruno crea un albo a tre colori dove il bianco ed il nero vengono in continuazione sommersi ed imbrattati da pesanti macchie rosse, sangue che goccia dalla storia di tre ragazzi tanto giovani, quanto già completamente disillusi dalla vita. E’ una storia sporca, senza lieto fine, eroi o miracoli, ma scarnificata, violenta ed intessuta di paesaggi urbani spopolati e desolanti.

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Dove accadono le cose?

Come se fosse un mantra, Micol continua a chiedersi “dove accadono le cose?”: striscia nel fumetto l’insoddisfazione per una vita senza sbocco che eppure brama qualcosa di superiore e puro, una pienezza dannatamente dolorosa proprio perché desiderata, ma inesistente. Si parte, si arriva, si scappa, si torna. I paesaggi cambiano, i volti mutano, gli anni passano, ma “dove accadono le cose?”. La Storia procede, il mondo cambia aspetto, le guerre scoppiano, ma nessuno si sente davvero protagonista in un mondo arcigno e ben poco umano; quindi, “dove accadono le cose?”. Le frasi ripetitive della televisione e della radio fanno da sottofondo all’intero fumetto, parlano del lavoro che non c’è per nessuno, di schieramenti politici e di avvenimenti, ma seriamente, “dove accadono le cose?”.

Un estremo grido di libertà

E allora con lo sguardo basso e ben poco da dire, si parte. La partenza diventa così l’estremo grido della libertà di chi, pur consapevole della bassezza della condizione umana, continua ad esigere da un mondo insudiciato, una possibilità che sente come dovuta. Si attraversano così i cieli della quotidianità senza la presunzione di voler lasciare una traccia indelebile alle proprie spalle, ma con la coscienza di essere destinati a svanire presto, come le scie che lasciano gli aerei.

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VASCO BRONDI  e ANDREA BRUNO

“Come le strisce che lasciano gli aerei”

Coconino Press

Pagine 86, € 16.00

 

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