Il cuore nero d’Europa. “Il clima ideale” di Franco Vanni

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C’è chi nasce sicuro di sé stesso e chi nasce timido. E poi c’è chi nasce timido e diventa sicuro di sé stesso. Ma smettere di essere timido è come smettere di fumare. Puoi non toccare una sigaretta per anni ma ne basta una per farti riprendere.

Michele è nato timido ed è diventato sicuro di sè stesso. Crescendo l’insicurezza è scomparsa, ma è rimasta sempre pronta a entrare in scena nel momento meno opportuno. La sua timidezza l’ha costretto a lungo a farsi gli affari suoi ma grazie a un yoyo e ai consigli dell’eccentrico nonno Folco riesce ad acquisire la sicurezza necessaria “per presentarsi in classe il primo giorno di scuola”, salvare l’attività di un macellaio islamico e diventare un lobbista dal discreto successo.

Tra detective privati e Fiat azzurre a Tirana

Michele si ritrova a Tirana, capitale dell’Albania. L’ha mandato il nonno. L’unica cosa che deve fare è cercare più informazioni possibili su una ragazza, che scoprirà essere estremamente attraente. Lei si chiama Nina, una cameriera serba che vive nella capitale albanese. Michele assolda due detective privati, José e Martino, i primi trovati su google – cosa che naturalmente non corrisponde a un’alta posizione in un’ipotetica classifica dei migliori detective di Tirana. José è uno spacciatore di creme che sembra un buttafuori. Martino, invece, «vantava un passato da militare», seppur sembrava un bibliotecario di paese. All’apparenza tutt’altro che affidabili, in tre giorni José e Martino gli procurano tutte le informazioni sul conto di Nina di cui Michele ha bisogno per fare contento il nonno e tornarsene a casa a Milano. Nina è una brava ragazza che lavora per pagarsi l’università e trova pure il tempo per fare volontariato. Soddisfatto torna in Italia, riferisce al nonno tutto ciò che ha scoperto e riceve l’ampio rimborso spese promesso per questo favore. La questione sembrerebbe risolta se non che mancano alla fine 250 pagine.

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Nonno Folco cosa vuole?

Qualche giorno dopo il ritorno dal viaggio a Michele arriva sul cellulare una foto dall’Albania. Ritrae José, uno dei due investigatori privati che aveva assoldato in Albania, pieno di lividi viola scuro, probabilmente causati da una mazza o da qualcosa del genere. A Michele torna in mente la Fiat azzurra che a Tirana aveva visto vicino a lui più volte di quanto una o più coincidenze possano permettere.

Infrangere una promessa

Bisogna andare dal nonno, ingegnere e psicologo, e rompere quel patto che avevano fatto prima di partire per l’Albania. “L’importante è che ti fidi di me e non fai domande. Nessuna domanda”. Sarà rompendo questa promessa che uscirà il nome di Dalila Harbas, paziente che il nonno aveva seguito vent’anni prima. Dalila aveva visto uccidere i suoi genitori ed era stata fatta prigioniera da Dragan, capo di una formazione paramilitare bosniaca. Cosa c’entra il nonno con il pestaggio di José? Perchè l’ha mandato a Tirana a indagare su Nina? Chi è Dalila Harbas e cosa vuole?

Franco Vanni, cronista giudiziario del quotidiano “la Repubblica“, esordisce nella narrativa con un thriller che toglie il respiro, capace di creare suspance e far ridere, spesso allo stesso tempo. Le pagine scorrono una dietro l’altra come dovrebbe succedere in ogni buon romanzo.

 

LAURANA - Rimmel - 025 Il clima ideale

 

FRANCO VANNI

“Il clima ideale”

Laurana Editore

Pagine 285, € 16.00.

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