Il baraccone umano. “Se muori siamo pari” di Makkox

road-to-ferrara«Sono esperto dell’odio che ha scavalcato i sensi di colpa, l’analisi critica della colpa, il concetto di condivisione della colpa, l’idea di torto e ragione un po’ e un po’. No: è colpa sua. Punto. In ogni caso, attivamente, passivamente, l’Altro ha Torto Definitivo. Solo se muore siamo pari».

L’odio è proprio dell’uomo

Se muori siamo pari è un libro tanto sottile quanto feroce e spietato; composto da sei storie autoconcluse e da altrettante introduzioni autobiografiche, l’albo presenta un tema di fondo decisamente ostico da affrontare: l’odio. L’uomo, sostiene Marco D’Ambrosio, odia in modo costante, viscerale, spettacolare e senza limiti e l’obiettivo della graphic novel è proprio quello di dimostrare come tale sentimento sia componente tanto scomoda quanto inalienabile per l’essere umano.

Tra “troioni” e sindacalisti

Il tratto deciso di Makkox incide nella carta l’inferno del cuore dove gioca il ruolo di guida l’Autore stesso, ritratto nelle introduzioni come un uomo scarnificato da un odio cullato per anni dentro di sé, come un figlio mortifero. Pagina dopo pagina ci s’imbatte nelle sagome di vari dannati, schiacciati dal fardello di un odio indirizzato verso diversi bersagli: un sindacalista con l’Iphone ed una moglie cornuta, un elegante architetto con la passione per i giovani zingari, un biloso clarinettista che attraversa l’Italia «per permettere ad una troia di chiavarlo», «tre troioni» mangia banane, una giovane madre consumata dal rancore ed infine un uomo che distrugge il salotto di casa, imprecando contro Dio.

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L’uomo è un odiatore seriale

Il linguaggio colloquiale ed il cinismo caustico di Makkox non vogliono lasciare scampo a nessuno: mentre l’Essere Umano viene vivisezionato in tutta la sua miseria di odiatore seriale, il lettore si accorge di non essere lo spettetore passivo di uno spettacolo di fenomeni da baraccone, bensì attore attivo, meschino e rancoroso come ogni personaggio dei racconti. Il libro parla dell’incoerenza di un odio che, se presente incenerisce, se assente, lascia il soggetto assolutamente inerme in un mondo spietato; la beffa sta nel fatto che questa incertezza altalenante sembra non doversi mai fermare. Proprio sulla scia di questa insolvibilità l’albo si conclude con l’odio violentemente gridato contro un dio muto e inattivo, più desiderato che esistente, tensione ancestrale dell’essere umano ad un mondo puro ed perfetto, verso il quale non si può che provare odio, da quella sozza baracconata che è la vita umana.

E allora, venghino, signori, venghino, lo spettacolo sta per cominciare …

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MAKKOX

“Se muori siamo pari”

Bao

Pagine 48, € 11,00.

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