Scivolano i colori tra le dita. “Unastoria” di Gipi

gipiSe il diciottenne si svegliasse di colpo una notte, si alzasse ed allo specchio si vedesse per magia, per maledizione con la faccia con la pelle dei suoi futuri cinquantanni, morirebbe vomiterebbe. Ma invece, scivolando secondo dopo secondo, per anni e poi decenni, sempre distratto da altro, un giorno, non più diciottenne quello si alzerà. Andrà allo specchio nel bagno e si vedrà trovandosi mica male per quel momento, di colpo, una notte.

Il rifugio di un calmo mutismo

Sibilando tra sé e sé questo bizzarro sproloquio, Silvano Landi, affermato scrittore cinquantenne, viene trovato dalla figlia mentre girovaga nudo presso una stazione di servizio; immediata è la sua reclusione in un centro psichiatrico. Mentre i medici si dimostrano maggiormente attratti dalla fama dell’autore che dai suoi problemi, l’uomo si rinchiude in un calmo mutismo, tra disegni di luoghi che lo ossessionano ed allucinazioni surreali. Accade però che le tinte delle tavole mutino e alla storia di Silvano se ne intrecci una seconda, quella del bisnonno Mauro, mandato al fronte durante la Prima Guerra Mondiale. Lo scrittore, nel silenzioso inferno nel quale si trova barricato, sembra infatti trovare ristoro solo ricordando il carteggio trovato pochi anni prima tra l’avo e l’amata Teresa, «una storia bellissima» ai suoi occhi. Le due vicende procedono l’una accanto all’altra: Silvano, attraverso ricordi e riflessioni ripercorre le tappe della sua vita di padre assente e marito inetto, Mauro in una trincea che gronda sangue, non cessa di scrivere delicate lettere alla moglie, sperando di poterla riabbracciare a guerra terminata. Mentre ci si chiede se Silvano riemergerà dal gorgo nero nel quale è precipitato, la storia si avvia verso la fine, attraverso colori febbricitanti, cieli sconfinati ed alberi tremuli.

head

Tra meditazione e allucinazione

Unastoria (in minuscolo e tutto attaccato eh.) è una graphic novel narrata con toni dimessi e quotidiani, ma non di semplice lettura, costantemente in bilico tra meditazione ed allucinazione, realtà e finzione, presente e passato. Senza un esordio chiaro o una conclusione certa, Pacinotti invita il lettore a procedere con lentezza e fatica lungo una strada malcerta e incoerente, a fianco di un uomo calpestato dalla propria vita al quale è difficile non sovrapporre, anche per poco, la propria esistenza.

Uno stanco scorrere di sabbia tra le dita

Questa pagine ruvide e colorate sono dannatamente crudeli perché insinuano il dubbio che la vita umana null’altro sia se non uno stanco scorrere di sabbia tra le dita sempre più vecchie in un mondo a essa indifferente. Silvano, con gli occhi sgranati di fronte ad uno specchio, arriverà addirittura a convincersi che «malevola tanto è la natura, quanto amorevolmente protettiva è la nostra cecità». Le tavole di Gipi sono anche ostinatamente spietate perché all’orrore della vacuità umana intrecciano con colori intensi lo spettacolo di una natura certo indifferente, ma splendida in modo disarmante.

È dunque di un’imbarazzante incoerenza che unastoria parla, senza «morire o vomitare», senza nemmeno dire «mica male, mica male», ma facendo quello che gli uomini, tutto sommato, fanno da sempre per tollerare un’esistenza tanto difficile: raccontare unastoria.

«Una storia bellissima».

gipi-unastoria-cover-def-e1382540783117

GIPI

“unastoria”

Coconino Press

Pagine 126, € 18.00.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...