Un duro inverno (a.k.a. “Libri buoni, per il camino”)

a5d85f9a6e_2221555_medBrrr. –

È finita, ormai, l’estate; si fanno sotto i primi rigori invernali, più duri e cattivi che mai, a muso brutto. E dagli angoli più remoti dei vostri armadi, come un plotone di zombie emerge dalla terra in uno splatter movie a basso costo, saltano fuori quei giacconi, goffi e pesanti, che credevate ormai solo un lontano ricordo.

Ma non basta.
L’A2A vi taglia il riscaldamento.
Questo perché voi, dopo una lunga e sofferta meditazione, avete deciso di investire quei soldi, inizialmente destinati alla bolletta del gas, nell’acquisto dell’autobiografia completa in cinque volumi di T. Bernhard.

Ma non tutto è perduto!
Con l’ausilio di un tutorial su youtube e qualche pezzo di lamiera arrugginita, riuscite a fabbricarvi una stufa di fortuna.
Ora… Mancherebbe solo il combustibile necessario ad avviare una bella fiammata, con la quale scaldarvi e scacciare via una volta per tutte i geloni invernali. Lo sguardo vi cade per caso sulla vostra libreria. Scelta facile, direte, se non ci foste di mezzo voi, e il vostro attaccamento compulsivo ai libri.
Quello che voglio dirvi è:
NIENTE PAURA! Il vostro è qui per consigliarvi qualche bella carta da ardere!

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Per la compilazione di questo breve elenco attingerò principalmente alle memorie del liceo, fonte inesauribile di brutture e mostruosità letterarie (con le celebrate liste di “libri da leggere per le vacanze”…). Che dire, cominciamo!

11 minuti di Paulo Coelho: comincia come una simpatica variazione ante-litteram delle 50 sfumature, i miei ormoni di adolescente galoppano (si sa, l’argomento tira sempre), poi si perde in boriose sparate new age. Da evitare.

Follie di Brooklin di Paul Auster: valgono grossomodo le stesse considerazioni fatte per Vergogna (per chi se la fosse persa, https://viaggionelloscriptorium.wordpress.com/2015/09/18/recensione-vergogna-di-coetzee/). Scusa Dario, eh.

La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano: l’autore è un fisico. Facesse il fisico.

L’ombra del vento di C.R. Zafon: magari il libro dopo le prime 50 pagine decolla, purtroppo non sono riuscito ad andare oltre. Protagonista secchioncello, saccente, uno che per riuscirmi simpatico dovrebbe, minimo minimo, morire dopo le prime pagine (di morte brutale); e invece… Bah.

L’eleganza del riccio di Muriel Barbery: qui discorso a parte. Il libro per metà non era male (mi sono fermato a pagina 80). Ma se la vecchia la digerivo bene non potevo sopravvivere alla marmocchia. Morale: scopro che sono state ingaggiate due diverse traduttrici, una per personaggio. Ma come si fa? Capirei se l’autrice fosse schizofrenica, ma insomma… se proprio siete interessati a leggerlo almeno procuratevi la versione originale in francese.

E questo è tutto per oggi, gente! Bernhard è salvo e la vostra salute, anche. La prossima volta magari passate in biblioteca, però, e pagate le bollette…

M.d.A.

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