L’ultima speranza sta nell’antitrust

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Marina Berlusconi

I libri servono a divertirci, svagarci, istruirci, ma soprattutto servono a far circolare le idee. I libri sono il modo migliore per venire a conoscenza del pensiero di un’altra persona. La finzione narrativa è il modo più efficace per calarci nei panni di un estraneo. Nei libri migliori – che si tratti di fiction e non – un precario equilibrio tiene insieme la nostra fiducia nell’autore, nell’editore che ha scelto il libro di quell’autore, il piacere della lettura e la soddisfazione dell’apprendere qualcosa di nuovo.

Se una casa editrice arriva ad avere il controllo sul 35% del mercato editoriale questo precario castello di carte rischia di crollare.

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Pietro Scott Jovane

Sta di fatto che il gruppo Mondadori, che già possiede Einaudi, Piemme, Sperling & Kupfer, ha acquisito il 5 ottobre 2015 i marchi del gruppo Rcs libri: Rizzoli, Bompiani, Fabbri e Marsilio. Da questa data Mondadori controlla oltre un terzo del mercato editoriale italiano. Certo, sono molte le case editrici “indipendenti”, quali Feltrinelli, Sellerio, ma certamente fa paura una tale concentrazione, in ambito culturale soprattutto – non stiamo parlando certamente di tabacco. Case editrici come Rizzoli e Bompiani, nate negli anni ’30, portano ancora i nomi dei loro creatori. Angelo Rizzoli e Valentino Bompiani hanno dato vita tramite i libri che pubblicavano a una loro idea di letteratura e di mondo. Ogni libro era il tassello di un puzzle. Ogni casa editrice aveva una sua identità forte e alcuni autori, talmente in simbiosi col proprio editore, non hanno mai voluto affidare ad altri i propri lavori. Oggi non è più così. Non voglio sembrare nostalgico ma credo che la cultura italiana, fatta di parole stampate sulla carta e da persone che decidono di dar fiducia a queste parole trovandogli spazio nel mercato, sia incredibilmente meno ricca se una gruppo editoriale controlla – ripeto – oltre un terzo del commercio librario
.

Cambiamenti ce ne saranno. Non ci resta che sperare che l’autorità garante della concorrenza e del mercato stabilisca che l’accordo tra Mondadori e Rcs violi le leggi sulla concorrenza, in particolare per quanto riguarda i monopoli. Mondadori potrebbe trovarsi costretta a cedere alcuni dei marchi acquisiti.

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