La magia della metafora. “Il postino di Neruda” di Antonio Skármeta

A Mario Jiménez, l’idea che avrebbe cambiato tutta la sua vita venne per caso, come spesso succede. Un giorno passa davanti all’ufficio postale di Isla Negra dove gli viene offerta la possibilità di lavorare come postino. Gli bastava avere una bicicletta propria (ce l’aveva) e saper leggere (sapeva leggere) e l’incarico sarebbe stato stato suo ipso facto. La sua unica incombenza sarebbe stata portare la corrispondenza al più grande poeta che il Cile abbia mai partorito: Pablo Neruda.

La scoperta della metafora

Nonostante le prime resistenze, il giovane Mario riesce a conquistare l’affetto del poeta. Ammaliato dalla sua poesia, scopre cos’è la metafora e attraverso quella che è la fondante figura retorica della poesia riesce a conquistare la ragazza dei suoi sogni, Beatriz Gonzàlez. Non conquisterà mai, invece, la madre di Beatriz, Rosa vedova Gonzàlez, che molto efficacemente ragiona e quindi si esprime – o forse si esprime e quindi ragione – attraverso i proverbi.

La rinuncia di Neruda

La storia dell’amicizia che si instaura tra il poeta e il postino viene integrata con le vicende storiche del Cile tra il 1970, anno in cui viene eletto Salvador Allende, grazie anche all’appoggio di Neruda che aveva rinunciato alla sua candidatura a presidente della Repubblica per poter sostenere quello che sarebbe diventato il primo socialista eletto democraticamente alla presidenza del consiglio; e il settembre del 1973, quando sopraggiunsero sia la morte del poeta che la fine della democrazia. 

Un romanzo che non ha bisogno di colpi di scena

Un romanzo affascinante in ogni sua pagina, che non ha bisogno di promettere colpi di scena per risultare avvincente. Vi lascio con un divertente scambio di battute tra i due protagonisti.

«Poeta e compagno», disse deciso. «Lei mi ha messo in questo pasticcio, e lei deve tirarmi fuori. Lei mi ha regalato i suoi libri, mi ha insegnato a usare la lingua per qualcosa che non sia soltanto appiccicare francobolli. È sua la colpa se io mi sono innamorato». «Nossignore! Che io ti abbia regalato un paio di libri miei è una cosa, e un’altra, ben diversa, è che ti abbia autorizzato a usarli per plagio. E poi le hai regalato la poesia che avevo scritto per Matilde». «La poesia non è di chi la scrive, ma di chi la usa!» 


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Una curiosità

Questo romanzo ha inspirato quello che è stato l’ultimo film in cui ha recitato Massimo Troisi, “Il postino” (1994), con regia di Micheal Radford.

L’attore italiano è morto soltanto dodici ore dopo la fine delle riprese.

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ANTONIO SKARMETA

“Il postino di Neruda”

Einaudi

Pagine 116, € 10.00.

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