Raccontare l’anormalità della tragedia e del dolore

Non è facile parlare di Lampedusa, oggi. Non è facile parlarne con oggettività o senza seguire la vox populi. Non è facile capire quanti e quali significati abbia assunto quell’isola, quell’isola italiana piazzata in mezzo al mare, appollaiata su un lembo di placca terrestre che è più Africa che Europa. Sono usciti già alcuni libri sull’argomento e ne abbiamo parlato anche qua.   Siamo tristemente abituati (aggettivo orrendo) a vedere certe immagini al telegiornale, a leggere editoriali struggenti dopo un naufragio, articoli al vetriolo contro un’Europa assente, contro le modalità di accoglienza, contro il recupero dei gommoni e delle barche, contro un sistema che non riesce ad essere comprensibile in tutte le sue sfaccettature. Continue reading “Raccontare l’anormalità della tragedia e del dolore”

Cosa saresti disposto a fare per riabbracciare chi hai perso?

Il nostro mondo è da sempre attraversato da, aimè, milioni di persone che fanno uso di droghe e stupefacenti. Si tratta di sostanze che corrodono corpo e anima, portando chi ne fa uso verso un declino inevitabile, dal quale è difficile uscire. Ma se un giorno vi proponessero una droga diversa, oserei dire: una droga “divina”? Si chiama “bliss” e forse, è l’unica droga che vale la pena assumere.

Continue reading “Cosa saresti disposto a fare per riabbracciare chi hai perso?”

“È solo nei dettagli che riesco a sentirmi almeno un po’ al sicuro…”

È martedì. Ha piovuto tutto il giorno e l’aria è fresca; per qualche ora il primo caldo afoso di giugno ha dato requie. Seduta a un tavolino esterno della Libreria Verso in corso di Porta Ticinese a Milano, mi godo il passeggiare della gente sorseggiando una spremuta di arancia con ghiaccio e dando apprezzatissimi morsi ad un canelés. Alle 19.00 in punto inizierà l’incontro con Fredrik Sjöberg, in giro per l’Italia a presentare il suo nuovo libro, L’arte della fuga, sempre edito da Iperborea. A fare da mediatore ci sarà Matteo Bordone. Continue reading ““È solo nei dettagli che riesco a sentirmi almeno un po’ al sicuro…””

Il regno degli abissi, il regno dei cieli e la sete di conoscenza dell’umanità

Saper raccontare storie è un dono incommensurabile; saperle raccontare bene provoca, in chi le ascolta o ne legge, un senso di euforico piacere, un appagamento raro, uno scaturire di endorfine leggiadre.  Quando poi le storie sono vere e sono belle, interessanti, intelligenti, profonde e curiose, per quanto mi riguarda, succede qualcosa di molto simile a un’illuminazione: nel cervello si sente un POP allegro, si apre uno spazio infinitesimale, impossibile da calcolare scientificamente, uno spazio con la forma esatta di quella storia che, accoccolatasi bella comoda, non si smuoverà più dal suo posto. Continue reading “Il regno degli abissi, il regno dei cieli e la sete di conoscenza dell’umanità”

A chi si sente perso

C’era una volta un ragazzo italoamericano che sognava di fare lo scrittore. Lungo il corso della sua vita ha scritto centinaia di pagine tanto belle da farti venire le lacrime agli occhi ma se ne è andato insoddisfatto. Per vivere faceva lo sceneggiatore a Hollywood, eppure anche quando la malattia l’ha costretto a letto ha continuato a fare ciò che forse lo faceva stare più bene: scrivere, dettando a sua moglie il suo ultimo romanzo. Parlo di John Fante, anche se il suo nome, ai fini del discorso è del tutto irrilevante. Ciò che mi interessa è tentare di capire perché non fosse felice, cosa lo rendesse insoddisfatto. Lui che ha scritto romanzi indimenticabili, lui che aveva una famiglia che lo amava, tutte le carte in regola per spegnere la sua inquietudine.

Continue reading “A chi si sente perso”